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KRONIC

Points: 4/5. Eccellente prog rock norvegese

E chi se lo aspettava? Certamente non io... Forse sarò stato tratto in inganno da una copertina alquanto buffa ed ironica, oppure dal nome misconosciuto della loro etichetta (Karisma Records), ma alla fine quando ho inserito i Circles End nel lettore il mio udito ne ha tratto beneficio.

La band norvegese ci ha regalato un disco veramente sorprendente, 42 minuti di ottimo progressive rock settantiano sulla scia di Porcupine Tree (e, quindi, di riflesso Opeth... ehm ehm), Gentle Giant e Ritual. ‘Hang On To That Kite’ è il secondo full length per i Circles End (e a questo punto mi metterò immediatamente alla ricerca del loro debut CD ‘In Dialogue With The Moon’), band che nacque una decina di anni fa sotto il nome di Venture, per poi cambiarlo in Pletora prima di optare per quello attuale.

Il six piece norvegese mette in evidenza un buon gusto musicale contraddistinto da melodie volutamente soffuse, ottimi arrangiamenti, atmosfere malinconiche e delicate che in qualche circostanza sfociano in una embrionale psichedelia. Il tutto, ovviamente, si muove all’interno di confini prettamente progressive senza però disdegnare di arricchire la propria musica con influenze jazz e funk. ‘Hang On To That Kite’ è un viaggio, un disco bello ed invitante capace di intrattenere piacevolmente l’ascoltatore. Consigliato!